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Massimiliano Trossello Psicologo

 

Massimiliano Trossello Psicologo

Interrompere il circolo vizioso

2026-05-30 09:55

Dottor Trossello Massimiliano

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Interrompere il circolo vizioso

Oltre l'etichetta dell'ansia: scopri come i percorsi integrati dello Studio di Psicologia Leinì aiutano a trasformare i meccanismi di blocco in scelte utili

Il Caso di Federica: Quando evitare peggiora le cose

 

Federica, studentessa al 3' anno di lettere a Torino, è venuta in studio parlando di forte ansia,  tachicardia, pensieri catastrofici legati al giudizio altrui e una costante sensazione di inadeguatezza. Nel tentativo di proteggersi da questo malessere, Federica aveva iniziato a utilizzare una strategia apparentemente logica: l'evitamento.

 

Evitava le lezioni in aula magna, delegava compiti complessi alle compagne di corso e riduceva progressivamente le sue interazioni sociali. Nel breve termine, questa scelta le offriva un senso di sollievo (la gratificazione immediata dello scampato pericolo); nel lungo termine, tuttavia, la sua vita si stava restringendo drammaticamente, alimentando un senso di frustrazione e fallimento.

 

La Svolta 

 

Ci siamo chiesti subito al primo incontro: “Quali sono i meccanismi psicologici che ti tengono  bloccata in questo preciso momento?”

 

Nel lavoro insieme, non miravamo a "cancellare" l'ansia, bensì a modificare la sua relazione con essa attraverso tre pilastri fondamentali:

 

La flessibilità: ha iniziato a fare spazio alle sensazioni corporee spiacevoli senza che queste abbiamo influenzato automaticamente il suo comportamento.

 

La disidentificazione: si è impegnata ad osservare i propri pensieri catastrofici ("Non sono all'altezza") come semplici eventi mentali e non come verità assolute o fatti oggettivi.

 

Azione: ha scelto di indirizzare l'energia personale non più verso la lotta contro l'ansia, ma verso comportamenti concreti che riflettono ciò che è davvero importante per lei.

 

Risultato?

 

Ha cominciato ad apprendere maggiormente il funzionamento del ciclo della sua ansia. Ha compreso che l'ansia non era un difetto di fabbrica del suo carattere, ma un segnale che il suo sistema di protezione attivava in risposta a contesti specifici.

 

Modificando la risposta, ovvero passando dall'evitamento all'esposizione flessibile, il circolo vizioso si è interrotto. L'ansia, seppur a tratti ancora presente come naturale emozione umana, ha smesso di essere un limite invalidante, trasformandosi in un dato di fatto da gestire con gli opportuni strumenti clinici.